Il Qui e Ora: la profondità e la maturità vivenciale
Il Qui e Ora: la profondità e la maturità vivenciale
La Biodanza è un percorso di crescita personale e di autoconoscenza eppure mi ricordo molti volti stupiti per questa definizione, perché ogni incontro sembra essere solo una serata tra amici...Molti pensano infatti di venire solo a divertirsi con altre persone. E trovo magnifico e geniale un sistema che sia una occasione di crescita e contemporaneamente una festa di emozioni, di vita e di libertà.
So che serve a tutti tempo per vedere l'effetto della Biodanza e in inoltre ognuno cambia in modo differente perché dipende da dove si viene e cosa si porta dentro. Non è come un corso di danza dove tutti acquisiscono dentro un certo periodo di tempo certe abilità e passi.
La Biodanza non cambia una persona, nel senso che non si pone l'obiettivo di trasformarla, ma di rivelarla, di portare alla luce la sua vera essenza, la sua umanità spesso dimenticata, deprogrammarla dai condizionamenti acquisiti per riconnetterla con i propri potenziali e offrire una nuova opportunità di gioia di vivere più autentica. Per questo la maturità di una persona nella biodanza è la capacità di stare dentro l'esperienza, concentrato in sé e libero dal bisogno del controllo e dall'applauso alla 'performace'.
Molte persone fanno invece anni di Biodanza , con abiti 'da biodanza', ma non stanno in vivencia, anzi cercano lo sguardo di approvazione e consenso degli altri. Molti rivestono di un ruolo di 'madri e padri del gruppo' protettori e sempre presenti per gli altri, se nonchè per accudire i compagni non si mettono in gioco e la generosità verso gli altri diventa una occasione di fuga dalla propria vivencia, di fuga da sé stessi. Così impediscono agli altri di crescere attraverso il loro dolore e le loro difficoltà, tanto quanto inconsciamente decidono di non mettersi in gioco, evitando accuratamente le vivencie più difficili per loro, con la scusa di dare la priorità a prendere cura di un compagno o una compagna che magari è in difficoltà.
In 25 anni di vivencie ho osservato molte dinamiche di gruppo. Ricordo sempre un periodo in cui avevo nel gruppo un carabiniere che aveva sempre gli occhi alla porta...controllava che non entrasse nessuno che lo potesse vedere in quel differente 'ruolo', si metteva accuratamente nella zona della sala dove non sarebbe stato visto se qualcuno si fosse affacciato e sempre ai margine esterno del gruppo quando si facevano esercizi ad occhi chiusi.
Ogni volta che una persona del gruppo manifestava una difficoltà, lui si avvicinava, usciva dalla sua 'apparente vivencia', che non era tale poiché era già concentrato su ciò che accadeva nel gruppo e si preoccupava di restare vicino alla persona, come un cane da guardia. Una volta gli chiesi di provare ad ignorare quanto accadeva, che poteva stare tranquillo e gli ricordai che c'ero io e che si poteva prendere il tempo di approfondire la 'sua' vivencia. Mi guardò stupito..tra il rossore di chi è stato scoperto e l'indignazione, ma lo fece. Il suo percorso cambio lì. Decidendo di uscire da quel programma, autorizzato e rassicurato dalle mie parole.
Nessuno è in pericolo in Biodanza. Il conduttore tutela il gruppo e non c'è bisogno di pseudo assistenti che più che aiutare gli altri vogliono sentirsi utili e rivestire un qualche ruolo di rilevanza di fronte al gruppo o al conduttore.
Capita spesso agli insicuri di voler sembrare più sicuri degli altri. Molti insicuri sono travestiti da narcisisti e si cercano negli occhi e nei sorrisi dei compagni, invece di cercarsi dentro loro stessi; questo perché trovarsi nella loro profondità è molto difficile poiché sono più abituati a compiacere gli altri e fare ciò che è ritenuto 'bene o bello' al fine di essere accettati.
Di questa dinamica sono vittime anche le persone seduttive a tutti i costi. Quelle che mettono sempre davanti il sorriso anche se hanno un dolore grande dentro, quelle che fanno le simpatiche anche se vorrebbero gridare di rabbia...e per nascondere tutto ciò usano il gruppo per attuare una manipolazione che fa risaltare la loro figura come loro hanno bisogno.
Il conduttore non entra mai in conflitto con queste dinamiche ma chi ne è vittima spesso perde anni facendo Biodanza come fosse 'altro', tipo una serata in discoteca..
Rolando Toro diceva che ci sono diversi livelli di crescita,
- 1) intellettuale, quando si capisce qualcosa ma non si agisce coerentemente perché manca l'esperienza corporea; è il caso di chi dice 'adesso ho capito la mia dinamica!' e la volta dopo, come nella vita continua a fare uguale.
- 2) emotivo di chi vive differenti emozioni ma non sa capire e definire ciò che succede dentro di sè .
- 3) la vivencia, che attraverso la teoria e la pratica accende 'luci' in entrambe le 2 parti sopracitate e le integra, momento per momento, aiutando la persona che si dedica all'ascolto e alla conoscenza di sé stesso, a ritrovare il 'capo' del proprio filo rosso e, guardando con amore la propria storia, può consapevolmente creare il suo proprio cambiamento.
Qualche volta il cambiamento non viene spontaneo...e proprio per questo la vivencia crea una confidenza con sé stessi, rinforza la capacità di guardare dentro sé profondamente e farsi una auto analisi (per non dire autocritica) in modo amorevole, per migliorarsi.
La Vivencia non è danzare una musica a ritmo, non è essere espressivi e comunicativi; la vivencia è essere 'trasparenti', cioè capaci di incarnare e lasciar vedere l'emozione pura che ci abita in un certo momento. E' potenza di vita. Lo stato di essere 'dentro il momento Qui e Ora, senza distrazione o aspettativa alcuna.
La pratica continuativa di Biodanza crea l'occasione per ognuno di uscire dalla semplice 'danza' o rappresentazione di una emozione ed entrare in 'vivencia'. Questa esperienza continuativa diventa un modo di 'sentire e di essere' che da autonomia emotiva, questo significa che una persona capace di vivencia è una persona che sa stare emotivamente centrato su sé.
Questo significa che la vera sicurezza personale aumenta con la pratica.
Molte persone lamentano che la gente fuori dalla vivencia è diversa che i sala, cioè, a volte, si condividono emozioni intense nella sala e poi, quando è finito, le stesse persone sembrano estranee.
Trovo interessante l'aspettativa di questi partecipanti che pur avendo compreso cosa significa Vivencia, si 'aspettano' che qualcosa di vissuto 1ora fa o una settimana prima sia ancora presente. Qualcuno cerca di richiamare l'attenzione su sé fuori dal gruppo, chiedere il telefono, chiedere appuntamenti ai compagni, altri tendono ad accusare indirettamente il gruppo di avere poca profondità o apertura (in entrambi i casi il 'focus è sugli altri'); semplicemente questi partecipanti non possono accettare/vedere che l'esperienza sia finita con la musica...o poco dopo.
Ogni vivencia è come un rituale, che inizia con la consegna e finisce con la musica. C'è uno strascico di emozione che a volte dura giorni, ma questo serve a darci indicazioni e informazioni su noi stessi, e non a perpetuare il 'gioco' della dipendenza dagli altri.
E' così che possiamo dire che àa maturità vivenciale è mostrata da questa autonomia emotiva, e che a volte la profondità vivenciale non coincide con questa 'cosiddetta' maturità.
