Essere un Artista nella 'tela del quotidiano'

Riflessioni sulla creatività esistenziale e cosa significa essere un artista nel quotidiano

 

Per una persona che nell’incomprensione e nella solitudine ha sempre trovato la via alternativa alla depressione e alla morte dei sensi, creando la propria ‘vita ideale’ attraverso la danza, la scrittura, la poesia e il disegno, è naturale dire che la ‘creatività è la salvezza’.

E’ risaputo che ogni artista vive su una linea sottile tra follia e normalità per cui l’estro creativo e il coraggio dell’anticonformismo sono per il creativo, caratteristiche normali quanto le regole per i matematici….

Ma per quanto si pensi che si tratta di una vita di anarchia, di fuga dalla realtà, è in verità una vita di ricerca costante, una vita in cui molte volte si 'naviga a vista' apparentemente senza rotta, si cammina spesso brancolando nel buio della propria profondità, ci si perde e ci si riprende all’ultimo momento, si ‘osa’ e si riesce, si ricevono spesso 'definizioni difficili' ma si desiderare portare al mondo quell’arcobaleno di colori che ci abita dentro (anche se tutto il mondo non lo merita)… E una vita piena, veramente vissuta.

Fin da bambina mi sento chiamare 'artista' e per molto tempo non ho capito se era un pregio o un difetto. Ciò mi ha spinto a leggere bigrafie di artisti che ammiro. Artisti riconosciuti nel loro talento di pittori e poeti, ma prima di tutto artisti nella vita. E non ne conosco uno che non sia tormentato, in continua oscillazione tra il desiderio di essere una persona 'normale' e l'impossibilità di stare nelle regole imposte.   

E’ necessario che vi parli del mio percorso di vita per riuscire a spiegare come nasce la mia visione dell'artista e il mio percorso di creatività esistenziale.

Io sono nata con il talento artistico e sono cresciuta con la creatività prima corporea (danzando fin da piccolissima) e artistica (seguendo le orme di mio padre che dipingeva) esprimendomi con il disegno, la scrittura e la poesia.

Ho iniziato un percorso di amore per me stessa attraverso il massaggio fino ad entrare in una dimensione meno fisica e più sottile, dove ho imparato a riconoscere l’energia e a usarla con maggiore consapevolezza (attraverso tecniche energetiche come il Reiki), per arrivare a sentire la voce del mio cuore e la forza delle mie emozioni (con la Biodanza) e dialogare con la parte più profonda di me (attraverso un percorso di Regressioni ed esperienze di espansione di coscienza) fino a trovare quel punto di equilibrio interiore in cui è stato possibile sentire che, camminare su quel ‘filo sottile’ (dell’Essere artista) non significa vivere nell'‘instabilità’, ma significa facilità di percorrere (anche più volte al giorno) un ponte tra due mondi’, due dimensioni - reale e inconscio – che si retroalimentano, mantenendo l’equilibrio dentro.

Ho compreso che l’equilibrio non è uno stato di cose ma un modo di sentire.

Mi viene da dire che l'artista vive in uno stato di meditazione spontanea che è il suo equilibrio: quell’essere 'dentro tutto' senza cercare di fare, 'lasciarsi essere'. Lo stato meditativo è l’essenza, è togliere il peso di ciò che appesantisce per prendere contatto con l’anima delle cose, di sé stessi, compiere gesti pieni di significato. Per un artista non è possibile essere ipocrita, l'artista è coerenza pura, emozione all'ennesima potenza, nessun filtro e nessuna strategia. Questa essenza artistica è l'arte del creare ogni momento e Mai vivere come 'ieri', è quindi anche uno stato di entusiasmo e felicità interiore dovuta alla connessione con le propri risorse e i propri potenziali, ma ha talvolta un peso insostenibile.

Per me l'essenza artistica è una 'Insostenibile leggerezza dell'essere' come il titolo del libro di M. Kundera.

Non conosco artista che non abbia la consapevolezza dell'unicità del proprio cammino di vita e non senta che è un vero privilegio, ...ma che non senta anche la condanna ad una vita di giudizi.

Penso che tutti sono artisti della vita quando si chiedono se ciò che fanno è 'coerente con la propria anima' e si danno il diritto di apportare cambiamenti nel loro quotidiano per crearsi delle esistenze più aderenti a sè stessi; chi si permette la trasformazione delle abitudini è un 'creativo', ma l'artista è colui che non ha bisogno di una ribellione indotta, del risveglio perché è 'nato sveglio'...e non ha mai fatto un passo, dall'infanzia in poi, seguendo strade già segnate. Da questo 'impossibile fermarsi' viene la stanchezza descritta da molti artisti, e la voglia di una pace che molti trovano solo nell'opera.

Io trovo infatti che un'opera compiuta sia la fine del dolore dopo un parto, o come la quiete dopo la tempesta. L'artista crea per liberarsi da quell'abbondanza di stimoli che non contiene più. E' praticamente un bisogno fisiologico.  

 

La mia creatività, emerge nella Biodanza nelle vivencie che diventano a volte rituali, e si esprime ogni  volta con l'intuizione che arriva, come un ‘lampo di luce’, in momento di vera ‘lucidità’, cioè di comprensione del ‘dentro e del fuori insieme’. L'azione creativa, è l’impulso violento di fare qualcosa che possa essere liberazione (espressione) personale, soprattutto spirituale e essere suggerimento per molte persone ancora ‘resistenti’ alla vita.

Ogni volta che ricordo la vita di Picasso, di Frida Kalo, di Rilke, di Rolando Toro stesso, mio maestro di vita e creatore della Biodanza, mi sento in 'buona compagnia' e capisco il messaggio ricevuto 20 anni fa in una regressione. Dal mio inconscio è arrivata una voce a ricordarmi il mio compito esistenziale. 'Cammina...cammina...e insegna  camminare'...

 

Anni fa chiamavo 'La via del cuore', il percorso proposto ai miei studenti e clienti, dalla biodanza, al massaggio, alla meditazione, alla creatività, al movimento consapevole, al tantra. Oggi il nome non mi importa più...perché sono meno legata alle definizioni ma lo spirito del mio lavoro è lo stesso, perché ritengo che tutto sia il frutto della mia capacità di seguire il cuore', di discernere il suo richiamo e il suo messaggio da quello di mente e corpo che cercano di ‘travestirsi da cuore’ ma non possono dare le stesse sensazioni.

Secondo me, tutte le paure possono svanire se impariamo a seguire la via del cuore, che non è altro che l'artista interiore. La vita è complicata e semplice al tempo stesso, ma non vivere per paura di soffrire, è come non camminare per paura di cadere e non correre per paura di 'sbucciarsi le ginocchia' : un vero dramma.

Imparo dai vecchi della mia famiglia che hanno affrontato la guerra e come molti perso anni di gioventù in combattimento, lager, e... poi ripreso a vivere, divenuti saggi (perché 'certi' che la vita è un dono) e hanno creato famiglie a cui poter trasmettere questa 'indubbia verità'. Loro hanno visto la follia, sanno che non esiste la stranezza, né il limite, esiste una realtà sola…chiamata destino o esperienza, comunque è 'Vita da amare'.

Imparo l'arte di vivere, l'arte di ricrearsi, di resistere alla voglia di morire di dolore, da coloro che hanno visto le loro vite stravolte da lutti prematuri, da catastrofi e bombe, da violenze e malattie.

Eccolo qui l'artista del quotidiano. Non quello che ha imparato a disegnare a scuola, ma quello che da imparato sulla strada, col colore del sangue e delle lacrime, quello che ha imparato a scrivere da solo per non dover più tacere, e non all'università, quello che ha imparato a scegliere le parole e farne poesia per non ferire altri come lui è stato ferito, quello che ha imparato a cucinare prelibatezze anche con il frigorifero vuoto, quello che sa fa moda anche se non compra un abito da 10 anni. Eccolo l'artista! E' sempre guidato dal sussurro del cuore che dice 'vedi quanta abbondanza, senti tutto è dentro di te, vivi senza paura'.

Risvegliare il proprio artista è aprirsi a vivere la semplicità con intensità - non cercare emozioni forti e fare cose rischiose per sentirsi vivi -. E' essere coraggiosi, non pazzi! E' diventare ponte tra l'umano e il divino. Capire il grande disegno e comprendere il piccolo ignorante...ma lottare per il giusto, perché la creatività non è strategia al fine personale, ma è grandezza personale al fine della bellezza universale. 

Io cammino...cammino, anche se sono qualche volta stanca. Ma quando guardo il mondo in cui ci ritroviamo penso che qualcuno si è perso per la strada e molti di noi hanno perso la voglia di 'camminare' e cercare alternative...Invece è tutto dentro di noi, lo spirito dell'artista e il coraggio di creare una vita 'più bella e umana'...e se non lo vedi e non lo senti...non ti resta altro che 'continuare a camminare'...