Le parole magiche
Ognuno sa che la forza della comunicazione viene dall’energia della persona e dalla potenza con cui questa parla o agisce e quindi comunica ciò che pensa o vuole.
Ogni momento della vita non è fatto solo di fatti ma anche di parole che la spiegano, che la raccontano, che la motivano e la scelta delle parole da una ‘certa qualità’ di energia a questo evento.
Tuttavia ci sono parole che hanno un potere più di altre.
GRAZIE e SCUSA sono per me due parole magiche. Incredibilmente queste parole si dicono poco, troppo poco, persino in relazioni strette come coppia e famiglia.
“Grazie” è una parola magica, capace di creare un sentimento di gioia nella persona che lo riceve e che lo dona.
Dire Grazie significa riconoscere il valore delle azioni ricevute e significa che la presenza di una certa persona o ciò che ha fatto per noi è stato importante.
Una persona che fa qualcosa per un altra spontaneamente e magari poi riceve un Grazie, impara attraverso questa parola che cosa l’altro gradisce e il suo bisogno, che magari non era stato chiaramente espresso. Se la parola viene a seguito di qualcosa fatto o dato su richiesta, il “Grazie” conferma la capacità di una persona di aiutare l’altra.
Il “Grazie” rinforza comunque l’identità di chi lo riceve, ma ha anche un affetto magico su chi lo dice perchè richiede alla persona che la esprime una connessione con il proprio bisogno e col proprio valore che l’altro, attraverso l’atto di cui lo ringraziamo, ha riconosciuto. Quindi ha un effetto boomerang. Fa bene dirlo e bene riceverlo.
“Scusa” è un altra parola magica. Quando diciamo scusa? E’ facile chiedere scusa? Perchè si dice raramente?
Dire ‘Scusa’ significa riconoscere un errore personale. E’ un assunzione di responsabilità del proprio comportamento. Non significa automaticamente che l’altro ha ragione, ma che riconosciamo di essere in fallo. Questa parola stimola un introspezione e una maturazione consapevole di fronte alla scoperta della nostra imperfezione. La difficoltà di dire “Scusa” è propria di chi si crede sempre nel giusto o ha difficoltà ad ammettere di sbagliare perchè non si perdona di essere manchevole. Questo può derivare da un ideale di sè, da una arroganza, da una aspettativa costruita attraverso l’educazione e a cui sembra impossibile venire meno. Questa parola ha proprio un valore terapeutico e catartico.
La parola “Scusa” è un balsamo al cuore di una persona che è stata ferita. Tuttavia le scuse non cancellano l’evento e la ferita in sé, ma confermano che anche chi ferisce, che sia involontariamente, o consapevolmente, è capace di una solidarietà umana. Questo perchè l’altro mstra con questa parola di vedere la ferita e riconoscere la sua responsabilità, quindi curare chiedendo Scusa. E’ come dire “Scusa perchè non ho potuto fare meglio” ma non una promessa a cambiare per l’altro perchè ogni esperienza ha valore nel Qui e Ora.
Il punto è che siamo tutti molto sensibili. Io non ho ancora trovato qualcuno veramente libero dall’ego che non ha bisogno di parole come “Scusa” e “Grazie”, ma quello che ho capito è che l’Ego ci può essere amico e che parole così, magiche, lo aiutano a tramutarsi in ‘Sè’ e perdere il potere distruttivo che l’Ego ha, quando è un armatura difensiva-offensiva dell’Essenza.
Le parole “Grazie e Scusa” chiudono il cerchio delle esperienze, senza le quali le persone restano come sospese; e i cerchi aperti delle esperienze sono sempre pericolosi.
Ti invito a dire “Grazie” e “Scusa” almeno una volta al giorno;
il primo per esercitarti a tenere l’attenzione su tutto ciò che di buono ricevi ogni giorno
il secondo perchè essere in contatto con la propria umiltà fa che possiamo essere sensibili verso gli altri e non solo sensibili ai propri bisogni.
